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L'Associazione "Seconda Linea Missionaria" Onlus, 

vuole essere uno strumento utile alla "Prima Linea Missionaria"

che opera nei paesi poveri del terzo mondo:

ecco il significato del suo nome.


Nasce nel 1968 dall'incontro del suo fondatore Giueppe Aragona con il Vescovo di allora Mons. Alessandro Assolari, missionario monfortano in Malawi, di passaggio a Roma.
Promotrice di numerose iniziative nell'ambito della propria parrocchia e di altre zone limitrofe, l' Associazione si è impegnata in diverse attività di sostegno ad alcune diocesi di paesi dell' Africa e dell' Asia come il Madagascar, il Senegal, la Tanzania, l'Uganda, l' India e le Filippine, ma ha sviluppato un rapporto preferenziale con la diocesi di Mangochi in Malawi (Africa australe) dove operano i missionari monfortani italiani; un rapporto, che durava già da tanti anni e suggellato nel 1982 da un gemellaggio tra la parrocchia di Santa Monica e la diocesi africana.

Diversi componenti dell'Associazione si recano periodicamente, a proprie spese, nelle missioni del Malawi allo scopo di rendersi conto direttamente delle necessità più impellenti della gente. Così, nel 1984, invitato dal Vescovo, lo stesso parroco Mons. Giovanni Falbo ha visitato insieme ad altri amici del gruppo le missioni della diocesi gemellata con Ostia.

Il sostegno che la comunità di Ostia dà a quella africana segue strade diversificate. Oltre all'invio di containers con medicinali, alimenti, materiale scolastico, sapone, vestiti ed altre cose, richieste direttamente dai missionari, vengono finanziate numerose microrealizzazioni. In tutti questi anni sono stati costruiti ospedaletti, dispensari, aule scolastiche, pozzi d'acqua, casette per i malati di lebbra e ultimamente un asilo che continua ad essere finanziato mensilmente.

Ma l'impegno più importante, iniziato dall'Associazione nove anni fa, è quello delle Adozioni a Distanza di bambini orfani. Il Malawi è uno dei paesi africani percentualmente più colpiti dall' aids e, pertanto, la mortalità tra le coppie di sposi è molto alta. Si calcola che in tutto il Malawi, su 11 milioni circa di abitanti, ci siano un milione di orfani. L'Associazione Seconda Linea Missionaria - Onlus ha voluto rispondere all'appello dei missionari e del presidente del Malawi per partecipare alla comune battaglia che ha l'obbiettivo di salvare dei bambini che hanno il solo torto di essere nati in una nazione tanto povera.

Quantificare il lavoro svolto in tutti questi anni dal Gruppo “Seconda Linea Missionaria”, ora Associazione Onlus, è pressoché impossibile anche se tutto ciò che riguarda le entrate e le uscite in denaro risulta dai registri.

Si vuole qui accennare solo alle micro-realizzazioni, cioè a tutto quello che è stato speso per costruzioni soprattutto in Malawi perché richiesto dai vari missionari o ritenuto da noi una necessità più impellente per quella popolazione. Convinti che i missionari sapessero usare il denaro anche senza il nostro parere, essendo sempre presenti alle necessità di quelle popolazioni, generalmente si inviavano le varie somme senza richiedere come le avrebbero spese.

In questi tre decenni abbiamo spedito decine di tonnellate di medicinali sia in Malawi, dove tuttora continuiamo ad inviarne, che in altri paesi come il Madagascar, l’Uganda, lo Zambia, la Tanzania, il Kenia, il Burundi, la Somalia, il Senegal, le Filippine, l’India ed altri paesi del Terzo Mondo. Si pensi che, negli anni ‘80, Monsignor Assolari aveva addirittura aperto una farmacia privata gestita da una suora dove si attingevano medicinali sia per l’ospedale diocesano che per i vari dispensari distribuiti nelle varie Missioni della diocesi. A queste spedizioni, specialmente quando si spedivano via mare per mezzo di containers, si univano ovviamente merci varie come tonnellate di alimenti, materiale scolastico, materiale igienico-sanitario, vestiario ed altro.

Sin dal 1973, su richiesta di P. Luciano Nervi, il GSLM aveva organizzato le “adozioni a distanza” di bambini della missione di Utale in Malawi. Alcuni amici di Ostia che adesso hanno altre adozioni ricorderanno di averne avute di queste fino agli anni 80.

Nel 1980 abbiamo costruito l’ospedaletto di Mase e l’anno dopo lo abbiamo dotato di pannelli solari perché potesse funzionare un frigorifero per conservare i vaccini e la luce elettrica in sala parto. Quell’anno è stato costruito anche il primo pozzo a Katema, a circa 30 chilometri dalla parrocchia di Mangochi; anche qui abbiamo aiutato il missionario a costruire il dispensario e la maternità.

In quel periodo tutti i nostri sforzi sono stati dedicati alla costruzione di pozzi d’acqua avendo notato, in uno dei primi viaggi, che le donne a volte percorrevano tantissimi chilometri per attingere un po’ di acqua per le necessità familiari.

Tra il 1980 e il 1995 sono stati scavati almeno una ventina di pozzi nella parrocchia di Mangochi, quando era parroco P. Luciano Nervi ed altrettanti a Utale e dintorni. Ma tanti altri ne sono nati nelle altre Missioni di Balaka, Namandanje, Ulongwe, Kankao, Namalaka ecc.

Nel 1984 abbiamo finanziato la costruzione della scuola di Nsejere, un grosso villaggio dove solo un giovane sapeva leggere e scrivere; la scuola più vicina era a circa cinque chilometri di distanza ed essendo la zona infestata da serpenti ed animali feroci, la gente preferiva non mandare a scuola i propri figli.

Nel 1985 abbiamo finanaziato l’acquisto della prima macchina per rilegare i libri della stamperia di Balaka e la prima macchina elettronica da scrivere per P. Piergiorgio Gamba.

Nel 1987 abbiamo provveduto alla costruzione di alcuni padiglioni dell’ospedale di Utale di P. Gianni Maggioni.

L’anno successivo ci è stato richiesto aiuto per i profughi della rivoluzione mozambicana: un milione di persone rifugiate in Malawi! Abbiamo finanziato costruzione di alloggi soprattutto a Mangochi e Namwera dove erano nati alcuni campi di profughi; in queste zone abbiamo intensificato l’invio di medicine, parte delle quali venivano ritirate nascostamente da missionari italiani stanziati nel vicino Mozambico.

Negli anni successivi abbiamo provveduto all’arredamento dell’ospedale di Phalula richiestoci da P. Francesco Perico ed allo scavo di altri numerosi pozzi sia a Phalula che altrove; a Utale è seguita la costruzione di alcune decine di piccole case per i malati di lebbra e, successivamente, la scuola superiore per i figli dei lebbrosi. Finalmente, nel 1994 la costruzione dell’asilo S. Monica di Balaka.

Gli anni che vanno dal 1994 in poi vedono la nostra partecipazione alla costruzione al grande ospedale di Mikoke costruito da Suor Mariangela, la costruzione di sei aule scolastiche nella parrocchia di Kankao, e, recentemente, la maternità a Balaka e la scuola S. Agostino.

Ed eccoci alla storia degli ultimi 10 anni con le “adozioni a distanza” dei bambini orfani di Balaka, Mangochi e Namwera, l’iniziativa “Adotta una mamma”, la costruzione dell’asilo “S. Monica” di Balaka, dell’ospedale di Mikoke e, recentemente, della

scuola primaria “S. Agostino”, sempre a Balaka. Senza dimenticare la recente iniziativa “Ostia per l’Africa”.

Con l’esercizio 2002 l’associazione Seconda Linea Missionaria si è costituita in Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS ).
Questa scelta ha comportato per noi un grande sforzo organizzativo per uniformare le nostre procedure di raccolta ed erogazioni di fondi alle disposizioni previste dal Ministero delle Finanze, ma darà ai sostenitori delle nostre iniziative la possibilità di godere delle detrazioni e deduzioni fiscali previsti dalle normative fiscali vigenti.

 

Per sostenere le nostre iniziative

 

5 PER MILLE        CF 97236180580

Intestazione conto corrente bancario  

Associazione Seconda Linea Missionaria – onlus              presso UNICREDIT BANCA S.p.A                      

  CODICE IBAN (27 caratteri):  IT 58 L 02008 05243 000010579653                                      

   conto corrente postale   24550394  Associazione "Seconda Linea Missionaria" – onlus