Bollettino parrocchiale

­­­­­­­­­­­­­­­­Editoriale

AVVENTO: SEGUIAMO LA STELLA CHE PORTA A CRISTO

La comunità si rinnova alla luce della fede

 

Ogni anno la madre Chiesa, sapiente pedagoga, attraverso la liturgia, che si svolge in tempi forti e tempi ordinari, ci conduce e ci guida a vivere il mistero di Cristo che ci rende partecipi della sua vita divina. L’Avvento è il primo tempo forte che dà inizio all’anno liturgico e ci richiama a raccogliere tutte le nostre energie in un’atmosfera di austerità, di raccoglimento, ma anche di gioia interiore perché ci protendiamo verso il grande evento della venuta di Cristo. Egli è presentato dai profeti come la luce che sorge per illuminare gli uomini immersi nelle tenebre dell’ignoranza e del peccato (Is 9, 1-6; cfr. Mt 4, 16).

     La spiritualità dell’Avvento è quella dell’attesa, che non vuole significare un atteggiamento di passività per essere semplicemente sorpresi dagli eventi, ma un porsi dinanzi a ciò che sta per venire in maniera attiva, con una tensione gioiosa che si traduce in operosità per prepararsi ad accogliere nel modo migliore, e quindi più fruttuoso, Colui che deve venire.

     L’icona di questa tensione la riscontriamo nei Magi che vanno incontro all’evento misterioso seguendo la stella, cioè il segno ricevuto dall’alto. Il loro esempio ci fa capire che tutta la vita è un cammino, una ricerca della verità con il lume della nostra ragione, ma anche e soprattutto con il sostegno della luce di Dio, che è la fede, che ci orienta per le strade della vita, ci guida fino alla capanna di Betlemme, cioè fino all’incontro con Cristo, che ci riempie di grande gioia.

     Quest’anno stiamo camminando nella nostra comunità sul tema “Vivere la fede”. Il tempo forte dell’Avvento ci offre l’opportunità di riflettere, aiutati dalla liturgia, sulla nostra vita di fede. La nostra fede è autentica, o utilitaristica? È salda o fondata sulla sabbia? È una fede rimasta bambina o è cresciuta con noi? È una fede viva, cioè che illumina e guida la nostra vita, o astratta e teorica?

     Lasciamoci aiutare da Dio, lasciamoci guidare da lui, come hanno fatto i Magi, e allora non prenderemo strade sbagliate, non rimarremo delusi per le opportunità sprecate, ma giungeremo alla meta esaltante che ci fa sentire la vera pienezza, che si raggiunge unicamente in quel Bambino che nasce per noi, il dono che il Padre fa agli uomini, perché quanti lo accolgono diventino figli di Dio, partecipi della vita divina, eredi del suo Regno.

     Tutto si gioca sulla fede. Non c’è possibilità di barare davanti a Dio, di camuffarsi, di nascondersi dietro false apparenze. Naturalmente, la prospettiva della fede va anzitutto collegata alla vita personale di ognuno di noi, in quanto fondamento di tutta la nostra costruzione che, senza basarsi su Cristo, sarebbe come fondata sulla sabbia. Ma anche come famiglia parrocchiale, come comunità in cammino, non possiamo adottare visioni puramente umane e terrene nella nostra progettualità e nel nostro impegno quotidiano.

     La nostra comunità ha sofferto nel suo recente passato di queste logiche di tipo corporativo tendenti alla autoreferenzialità per assolutizzare la propria visione di gruppo e le proprie scelte, del tutto opinabili, spesso intrise di prospettive ideologiche e di posizioni da assumere per partito preso. Ciò ha portato attraverso divisioni, incomprensioni, lotte interne sotterranee e anche palesi, al formarsi di conventicole nella comunità e di parrocchiette nella parrocchia. Attraverso il sinodo parrocchiale ormai concluso abbiamo tentato, anche se non sempre riuscendoci per qualche sacca di resistenza pregiudiziale, di ricompattare la comunità attorno alle linee guida fondamentali della pastorale nelle tre dimensioni dell’evangelizzazione, della liturgia e della carità.

     Abbiamo iniziato il nuovo anno pastorale con un presbiterio parzialmente rinnovato, con la venuta di Don Jéan Leon e di Don Joaquin, dopo la partenza di Don Franco, e dobbiamo cercare l’unità di intenti per non smembrare la comunità, anche se ciò comporta la rinuncia alla pretesa di imporre visioni e prassi che rispondono solo ai propri gusti e nulla hanno a che fare con la storia e il cammino della parrocchia.

     Per realizzare questo rinnovamento e questa ripartita dobbiamo metterci tutti sotto il giudizio della Parola di Dio e lasciarla parlare e penetrare nella nostra coscienza senza altre considerazioni di tipo umano, terreno, esteriore, egoistico.

       In altre parole, ciò che conta è ispirare i progetti e i comportamenti alla luce della fede. Il tema comunitario di quest’anno “Vivere la fede”,  ci porta a spogliarci dei nostri criteri umani, di apparenza, di efficienza, di successo, per assumere quelli di Dio, che sono criteri di interiorità, di rettitudine di intenzione, di donazione di noi stessi, di umiltà. Quel Bambino che nasce per noi ci parla di amore, di dedizione, di generosità, perché “ha spogliato se stesso ed ha assunto la natura di servo” (Fil. 2,7).

Alla luce della fede, perciò, purifichiamo le nostre intenzioni e imitiamo l’esempio del Figlio di Dio che si incarna, non cercando il nostro interesse e la nostra affermazione, ma unicamente il bene comune, la crescita reale della comunità, il perseguimento delle sue finalità di ministerialità all’interno e di missionarietà all’esterno, accompagnate dalle due caratteristiche, aggiunte dal sinodo, della gioia e della misericordia.

     Con questi buoni propositi iniziamo questo tempo sacro dell’Avvento e del Natale, imitando l’operosità dei Magi e condividendo con loro la grande gioia di trovare Cristo, luce del mondo, con Maria sua madre, per capire e vivere la grandezza di essere figli di Dio e membri della sua famiglia, che è la Chiesa.

     Con i più sentiti e affettuosi auguri, accompagnati dalla mia benedizione,

Mons. Giovanni Falbo, Parro

 

 

BENVENUTO, DON JOAQUIN!

 

 

 

     Mentre eravamo piuttosto preoccupati, dopo la partenza di Don Franco, per la scarsità dei sacerdoti, la Provvidenza ci è venuta incontro con la venuta di un altro prete: Don Joaquin Quiroz Gutierriez. Anche se con un po’ di ritardo rispetto all’inizio dell’anno pastorale, perché ancora mancava la decisione del suo vescovo, il 6 Novembre è giunto in Italia ed è stato accolto con molto piacere. Si tratta di un altro sacerdote studente, come Don Eliecer, proveniente dalla sua stessa diocesi di Tunja in Colombia. Lo avevo richiesto in vista della partenza dello stesso Don Eliecer, una volta difesa la tesi per la licenza in Liturgia all’Ateneo Anselmiano. Fortunatamente per noi, i tempi si sono allungati per la variazione del contenuto della tesi e, quindi, i due sacerdoti, già amici da tempo, possono passare questo periodo insieme e rendere così il passaggio più soft.

     Certo, il dovere dei sacerdoti mandati dal proprio vescovo a Roma per completare gli studi e conseguire il titolo accademico che consenta l’insegnamento nel seminario e negli istituti teologici locali sono i migliori della diocesi. Come sappiamo, il loro dovere è soprattutto studiare, frequentare i corsi universitari e sostenere gli esami, per cui l’aiuto che generosamente possono e vogliono dare alla parrocchia è relativo, ma comunque prezioso, perché c’è sempre un sacerdote in più per ogni evenienza, anche se non gli si può affidare un settore specifico della pastorale parrocchiale.

     Don Joaquin, classe 1972, ha già al suo attivo un patrimonio di esperienza, perché ha svolto il suo ministero in parrocchia, in seminario e perfino in missione. È stato già a Roma, attendendo alla licenza, presso il collegio Pio Latino Americano. Ora è qui e, a Dio piacendo, starà con noi per tre anni, il tempo necessario per attendere al dottorato, dopo aver già conseguito la licenza, sulla dottrina sociale della Chiesa. Seguirà corsi e seminari presso l’Università Gregoriana, ma soprattutto sarà impegnato nel preparare la tesi dottorale attraverso la ricerca nelle varie biblioteche specializzate, riflettendo e comparando saggi, articoli di riviste scientifiche ed esperienze pastorali per elaborare una tesi che non si limiti a ripetere, ma contribuisca al progresso scientifico.

     Accompagniamolo con la nostra preghiera e il nostro affetto, usufruendo del dono del suo ministero sacerdotale attraverso la Messa, i sacramenti, la predicazione, i consigli, l’esempio e il conforto spirituale. Benvenuto, Don Joaquin, e grazie di essere con noi!

DG  


Ricordiamoli!

LUCIANA TRASTULLO (ACCONCI)

Catechista di lungo corso


Il 16 Novembre, all’età di 90 anni suonati, la nostra catechista Luciana Acconci, stimata e benvoluta da tutti, ci ha lasciati per tornare al Padre e raggiungere il suo caro marito Paolo, anche lui tra i parrocchiani più impegnati, con il quale ha condiviso la gran parte della sua lunga e operosa giornata terrena.

     Luciana è stata una delle prime persone ad aderire in maniera entusiastica ai miei progetti di formazione di un laicato maturo e responsabile per assumersi il proprio servizio nella Chiesa. Ha partecipato fin dall’inizio, quarant’anni fa, al gruppo biblico e ai corsi di teologia con interesse e curiosità, rivolgendo domande per approfondire e assimilare sempre meglio la Parola del Signore.

     Con questo bagaglio di conoscenze, ma ancora di più con la sua fede schietta e coerente, ha risposto generosamente al mio invito a diventare catechista di Prima Comunione, ministero che ha svolto lodevolmente, con piena soddisfazione dei fanciulli e dei genitori, per lunghi anni.

Quando si è dato vita al progetto di intrattenere i genitori che accompagnavano i figli al catechismo con una catechesi adatta per loro, durante l’incontro di catechesi, è stato affidato a lei questo compito delicato e lo ha svolto con passione e competenza, lieta di trasmettere ad altri le sue convinzioni di fede che riempivano di gioia la sua vita.

     Con l’istituzione degli incontri di palazzo, è stata una delle prime persone ad aderire al progetto, fungendo sia da catechista che da coordinatrice assieme al marito. Riusciva a radunare a casa sua diverse persone, non solo del suo palazzo di Via delle Gondole 149, ma anche del vicinato e interessando amiche e conoscenti. Ogni volta che, a conclusione degli incontri dell’anno, andavo per rispondere alle domande e benedire, trovavo un’unanime soddisfazione tra i partecipanti che avevano seguito con interesse gli argomenti e lodavano le qualità di Luciana, come ottima catechista e donna di larghe vedute e dal cuore grande.

     Ha sempre mantenuto, anche nella malattia degli ultimi anni, la sua serenità derivante dalla fede, il suo sorriso e anche la sua amabile ironia. Ma soprattutto ha mantenuto sempre il suo desiderio di conoscenza, il piacere della lettura per cui divorava letteralmente libri di spiritualità, lo spirito di preghiera per cui era assidua alla liturgia delle ore e la devozione all’Eucaristia, che la portava alla Messa quotidiana e, negli ultimi tempi a ricevere la comunione a casa attraverso i ministri straordinari della comunione.

     Anche il gruppo Oltre l’ha avuta come fedele partecipante. La foto che alleghiamo, infatti, la ritrae in uno degli ultimi ritiri del gruppo, quello ad Acquasanta Terme, in compagnia della sua amica Gabriella Galli.

     Nel mistero della comunione dei santi continuiamo a sentirla vicino a noi con la sua intercessione presso Dio e conserviamo sempre il ricordo stimolante dei suoi esempi di fede e di vita cristiana.

D.G.

 

 

PELLEGRINAGGIO IN RUSSIA

 

E’ uscito il programma del Pellegrinaggio parrocchiale che si terrà dal 29 agosto al 5 settembre del prossimo anno. La meta sarà la Russia (S. Pietroburgo, Mosca e Anello d’oro). La quota, tutto compreso, è di euro 1.590 oltre 50 di iscrizione che è possibile pagare in 6 comode rate.

 Sono 8 giorni pieni con volo Lufthansa che ci consentiranno di visitare una parte piccola ma significativa di questo splendido paese in grado di darci la visione di una cultura con usi e tradizioni affascinanti. In Segreteria è possibile ritirare il programma dettagliato di un viaggio che, giorno dopo giorno, ci permetterà di vivere una esperienza unica. Se siete interessati affrettatevi, i posti ci sono ma stanno andando a ruba

Daniela

 

PRIMA COMUNIONE

ALCUNI APPUNTAMENTI…. DA NON PERDERE…

 



      Anno 2017

 

      11-12-14-15 dicembre: riunione Avvento con i genitori nel salone

      23 dicembre sospensione catechismo per festività natalizie

      30 dicembre: rappresentazione Presepe vivente (ore 15.30)

 

       Anno 2018

 

      8 gennaio: ripresa catechismo

                                                                         22-23-25-26 gennaio: riunione di gruppo con i genitori (tema “vivere la Fede”)

                                                                            14 febbraio ore 18.00: celebrazione comunitaria delle Ceneri

 

INCONTRI DI PALAZZO 2018: VIVERE LA FEDE